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CENTRO JACARANDÀ - PSICOLOGIA E PSICOTERAPIA

I principali disturbi sessuali

I principali disturbi sessuali

La sessualità è un ambito molto importante della vita di una persona. Una vita sessuale sana ed appagante è uno dei diritti fondamentali dell’essere umano, così come sostenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. 

L’OMS* parla di salute sessuale, che viene definita “uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale relativo alla sessualità: non consiste nella semplice assenza di malattie, disfunzioni o infermità. La salute sessuale richiede un approccio positivo e rispettoso della sessualità e delle relazioni sessuali come pure la possibilità di fare esperienze sessuali piacevoli e sicure, libere da coercizione, discriminazione e violenza. Per raggiungere e mantenere la salute sessuale, i diritti sessuali di ogni essere umano devono essere rispettati, protetti e soddisfatti.” 

La sessualità è un aspetto della vita dell’individuo molto complesso, che non può e non deve dipendere solo da fattori di natura medica o psicologici; è infatti influenzata da fattori biologici, psicologici, sociali, etici, spirituali e politici, nonché economici. Va insomma collocata, nel prenderla in analisi, all’interno del contesto ampio di vita della persona. 

Inoltre, quando parliamo di sessualità, parliamo non solo di erotismo, piacere e riproduzione, ma anche di identità sessuale, di orientamento sessuale, di ruoli di genere. 
 

Che cosa si intende per disturbi sessuali? 

Le disfunzioni sessuali sono caratterizzate da una difficoltà nella capacità di una persona di avere reazioni sessuali o provare piacere sessuale. In tal senso, per poter parlare di un disturbo, tale difficoltà deve essere ritenuta significativa ed impattante dalla persona. In altre parole, non è possibile adottare un criterio oggettivo, è invece fondamentale il vissuto della persona che riferisce la disfunzione. La sessualità è infatti un’area della vita che ognuno vive in modo unico; ciò che conta in tal senso è la soddisfazione della persona e/o della coppia/relazione. 

Generalmente nell’esaminare le disfunzioni sessuali si considerano i cicli della risposta sessuale, a partire dal desiderio. Vi sono quindi disturbi del desiderio, dell’eccitazione, e dell’orgasmo, per l’uomo e per la donna cisgender (le identità sessuali non binarie sono spesso lasciate fuori dall’approccio alla sessualità). Vanno inoltre considerati i disturbi caratterizzati da dolore durante i rapporti sessuali. 

Sintomi e Cause I sintomi variano ampiamente e spesso sono molteplici. Alcune condizioni mediche e farmaci possono influire sulla sessualità, vi sono poi fattori psicologici e culturali, relazionali ed individuali. Insomma, gli aspetti da indagare sono molteplici, ed un approccio che si focalizzi solo su un lato, sia pure un lato molto rilevante (ad esempio una patologia medica), sarà sempre inadeguato ad aiutare la persona nell’avere una sessualità appagante. 
 

Trattamento
Il trattamento dei disturbi sessuali è in genere multidisciplinare, richiede cioè competenze e professionalità differenti; possono essere utili trattamenti farmacologici, percorsi riabilitativi effettuati da ginecologi o fisioterapisti specializzati, percorsi psicoeducativi o di terapia sessuologica; alle volte è molto indicato anche un percorso che si focalizzi sulla relazione. 
 

Vediamo ora quali sono i principali disturbi della sessualità riportati nel DSM V. 

Specifichiamo innanzitutto che, per parlare di disfunzione sessuale, gli episodi devono essere duraturi (almeno 6 mesi secondo il DSM), non sporadici; inoltre devono essere motivo dio disagio clinicamente significativo, in altre parole la persona deve risentirne personalmente. Questo significa che se una persona manifesta un comportamento sessuale che dal o dalla partener è ritenuto motivo di disagio, ma dalla persona stessa no, non si può parlare di disfunzione sessuale. 
 

I disturbi sessuali femminili sono suddivisi in 3 gruppi: Il disturbo del desiderio sessuale / dell’eccitazione femminile; il disturbo dell’orgasmo femminile; il disturbo da dolore genito-pelvico e da penetrazione. 

  1. Il disturbo del desiderio sessuale / dell’eccitazione racchiude il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo ed il disturbo dell’eccitazione, secondo il presupposto che nella donna il desiderio e l’eccitazione siano generalmente collegati e compaiano in presenza di uno stimolo adeguato. Perché si possa parlare di un disturbo, anzitutto deve esserci disagio vissuto dalla donna per un lungo periodo di tempo; infatti è del tutto normale che possano esserci fluttuazioni nel desiderio sessuale. Inoltre devono esserci degli stimoli adeguati a suscitare desiderio ed eccitazione, poiché se questi mancano, è logico aspettarsi che non vi siano né desiderio né eccitazione. 
  2. Il disturbo dell’orgasmo femminile si diagnostica quando, a fronte di un buon livello di desiderio e di eccitazione ed in presenza di una stimolazione adeguata, non vi sia l’orgasmo, anche in tal caso per un periodo di tempo prolungato e solo se ciò comporta un disagio significativo per la donna. E’ questa una precisazione importante perché molte persone, soprattutto donne, possono riferire di essere molto soddisfatte dalla loro vita sessuale anche in assenza di orgasmo. 
  3. Il disturbo da dolore genito-pelvico, infine, racchiude la dispareunia ed il vaginismo, che sono stati accorpati nell’ultimo DSM per porre l’accento sul dolore e non sulla funzione sessuale (ad esempio la penetrazione). Le ‘vecchie’ diagnosi sono tuttavia ancora largamente utilizzate ed in effetti utili ai fini prognostici e di trattamento. Nel vaginismo vi sono difficoltà persistenti nella penetrazione, generalmente accompagnate da dolore, mentre nella dispareunia vi è dolore ricorrente, che si manifesta prima, durante o dopo un rapporto sessuale, a livello superficiale, ovvero localizzato all’ingresso della vagina o sulla vulva, oppure profondo, cioè localizzato all’interno della vagina. 

I disturbi sessuali maschili includono il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo maschile, la disfunzione erettile, l’eiaculazione precoce e l’eiaculazione ritardata. 

  1. Nel disturbo da desiderio sessuale ipoattivo vi è una persistente o ricorrente assenza di pensieri o fantasie sessuali o erotici, e di desiderio dell’attività sessuale. Tipicamente nel caso dell’uomo il desiderio è visto come una spinta intrinseca e non solo come una risposta ad uno stimolo erotico o sessuale, come avviene nel desiderio femminile; dobbiamo tuttavia ricordare che il pattern del desiderio sessuale è diverso per ogni persona, perciò sia uomini che donne possono provare entrambi i tipi di desiderio. Non possiamo quindi adottare una visione stereotipata per la quale la donna prova desiderio solo in risposta ad uno stimolo erotico od emotivo, mentre l’uomo ha ‘normalmente’ desiderio a prescindere. 
  2. La disfunzione erettile consiste in una difficoltà persistente o reiterata nel raggiungere una risposta sessuale e dunque un’erezione tale da permettere un rapporto sessuale, laddove vi sia disagio significativo riportato dall’uomo.
  3. L’eiaculazione precoce invece riguardo il caso in cui l’orgasmo e l’eiaculazione siano troppo rapidi, arrivando subito dopo l’ingresso nella vulva o addirittura prima della penetrazione; anche in tal caso questo problema deve arrecare disagio significativo, deve insomma essere motivo di mancata soddisfazione sessuale per l’uomo o per la coppia.
  4. Nell’eiaculazione ritardata infine vi è una persistente o ricorrente fatica dell’uomo nell’arrivare all’orgasmo, che richiede tempi molto lunghi o non arriva affatto, con conseguente insoddisfazione nell’uomo, e alle volte altre conseguenze come ad esempio dolore nella donna per un rapporto penetrativo eccessivamente prolungato. 

* https://www.who.int/health-topics/sexual-health
Valentina Cozzutto

Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa Clinica, Fondatore Centro Jacarandà

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